Il processo di fusione delle città di Pescara, Montesilvano e Spoltore, per dare vita alla Nuova Pescara, rischia di essere concretamente vittima della paura, piuttosto che figlia dell’entusiasmo amministrativo. Ci si continua a chiedere ‘cosa accadrà dopo’, anziché governare il processo; si consumano inchiostro e carta per chiedere ulteriori rinvii, per ‘avere più tempo”, dimenticando che ci sono ancora 13 mesi e mezzo, 405 giorni per chiudere il progetto e arrivare pronti alla scadenza. Si respira un’aria di ingiustificabile arrendevolezza là dove dovremmo assaporare la frenesia della procedura organizzativa, il desiderio della meta da conquistare, la capacità del compimento finale.

In 410 giorni è stato costruito l’Empire State Building di New York, marzo 1930 – aprile 1931, per decenni il grattacielo più alto del mondo; in 405 giorni l’uomo è sbarcato sulla luna, tanto il tempo intercorso tra il programma Apollo 8, con il primo equipaggio orbitante attorno alla luna, e il programma Apollo 11 con la celebre passeggiata di Neil Armstrong; in 400 giorni c’è stata la costruzione di di Tesla Gigafactory a Shanghai, dal terreno vuoto alla produzione della prima auto (2019-2020), un record industriale moderno; in un anno si è fatta l’Unità d’Italia nel 1860; in soli 330 giorni è stato sviluppato il vaccino contro il Covid-19 che ha salvato l’umanità.

E oggi veramente vogliamo pensare che 405 giorni non siano sufficienti per collazionare le carte, unificare i servizi di tre città adiacenti e formare un personale che tra 13 mesi e mezzo continuerà a svolgere esattamente il proprio lavoro? Direi che la Nuova Pescara sia una partita a scacchi in cui, rimettendo ogni pedina nella sua posizione, ci restituirà la giusta oggettività di sguardo su quanto fatto fino a oggi e su quanto resta da fare:

  • Qual è l’ostacolo più ingombrante, al di là di una connaturata resistenza al nuovo, che oggi realmente potrebbe impedire la composizione finale del processo di fusione dei tre Comuni?
  • Quando le amministrazioni si autodenunciano affermando che i servizi già unificati da un anno a oggi non stanno funzionando, come il SUAP, cosa intendono? Cosa è cambiato tra la gestione di una pratica digitalizzata nel 2023 e quella che porta il protocollo del 2025, a fronte di una normativa immutata?
  • Quando le stesse amministrazioni sostengono che non c’è personale sufficiente per affrontare il processo organizzativo e gestionale, dopo aver portato a termine negli ultimi due anni una infornata senza precedenti di oltre un centinaio di dipendenti figli dei quiz, dove hanno dislocato una tale quantità di risorsa umana giovane, fresca e si presuppone anche preparata?
  • Ingigantire il tempo della realizzazione della fusione, passando da 13 mesi e mezzo a 37 mesi, ovvero 1.125 giorni, quale effetto positivo produrrà se non quello di allontanare artificiosamente la linea del traguardo, senza nulla aggiungere alla qualità del progetto?

Ho già detto che la fusione si può tradurre in azione fattuale in soli 6 mesi portando concretezza ideativa e realizzativa, cambiando paradigma e obiettivi:

  • Individuiamo il di più, originale, che verrà garantito dalla nuova città, partendo dalla conoscenza delle peculiarità territoriali, dalle specializzazioni funzionali e moltiplicatrici;
  • Pensiamo alle opere strategiche già messe in programma dalle tre amministrazioni preesistenti e alle infrastrutture che dovranno essere generate attraverso un rapporto migliore tra vuoto urbano e costruito risalente o recente
  • Si può rigenerare la Città Nuova, in ragione degli spazi già costruiti dalle tre preesistenti comunità? Una direttiva Case Green su misura della nuova città, chi potrebbe non gradirla? Poi vediamo come finanziarla.
  • Rispetto alla consistenza attuale delle comodità offerte dalle tre amministrazioni a favore dei cittadini, la nuova città quale agibilità e semplicità in più offre per i progetti di vita che deliberano di insediarsi a Pescara?
  • La decisione pubblica della nuova città, come risulta più efficace, efficiente e capace di essere generativa? C’è un precedente seppellito, purtroppo, al tempo nel Decreto del Fare (D.L. n. 69/2013, art. 37), che possiamo far tornare in vita. Chi è in disaccordo consapevole?
  • La nuova città come può diventare la realtà delle procedure sperimentali, mai rinunciatarie, della PA?
  • La nuova città che rapporto ha con la notte? È pensabile una città aperta di notte? Che meccanismi di premialità utilizzare per averla funzionante e sicura anche di notte?
  • Per ri-centrare la città è immaginabile decentrare le scuole, facendo in modo che le famiglie possano ritrovarsi all’ingresso e all’uscita, salutandosi e trattenendosi, tra segmenti differenti di generazione?
  • Le zone artigianali di Spoltore, Montesilvano e Pescara, come possono essere riunificate e concepite in una continuità a-territoriale?
  • È pensabile che questa città si faccia riconoscere da un coefficiente di metri quadrati di impianti sportivi funzionanti, di dotazione per i nostri compagni a quattro zampe e di piste ciclabili per il recupero della lentezza dei nostri spostamenti? Possiamo costruire una Città Capitale del tempo liberato?
  • È immaginabile che la nuova citta finalmente affronti e superi il tema del
    convogliamento delle acque bianche, evitando che appesantiscano il ciclo idrico delle acque usate, determinando costi insopportabili per l’attuale dotazione depurativa?
  • È immaginabile che nello Statuto della città assuma la qualificazione di bene irripetibile e intoccabile, il recupero della integrità, nel senso della qualità, delle acque dolci dei fiumi Pescara e Saline?
  • È immaginabile una Città nuova dotata di gallerie intelligenti per la razionalizzazione del nostro sottosuolo in favore dei cittadini e dei servizi?
  • È immaginabile assumere un coefficiente del territorio di campagna in relazione al territorio abitato, per la riuscita durevole e sostenibile di questa città nuova?
  • È immaginabile una città che non faccia distinzione tra residenti tradizionali e residenti quotidiani, nel senso del diritto ad essere informati, partecipare attivamente, avere ingresso consapevole nelle procedure decisionali, diritto di proposta? È possibile un diritto al Question Time digitale anche per i residenti quotidiani?
  • È immaginabile un diritto di recall per le moltitudini di cittadini da quantificare, purché portatori di interessi, rispetto a gestioni decisionali prive di intelligenza urbana, nel senso che ledono i beni irripetibili della comunità?

Non occorrono 1.125 giorni per realizzare tale progetto, non occorrono neanche i 405 giorni ancora disponibili, occorre una volontà del tessuto amministrativo che, evidentemente, ha la necessità di un supporto superpartes impegnato e motivato che può sicuramente essere rintracciato nella comunità dei volenterosi.

Il Messaggero

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