UN MODUS OPERANDI EMBLEMATICO DELLA CONFUSIONE CHE REGNA NELLA REGIONE ABRUZZO GOVERNATA DA MARSILIO

La vicenda della Saga spa – la società di gestione dell’aeroporto d’Abruzzo controllata dalla Regione – è emblematica della confusione che caratterizza il modo di governare la cosa pubblica da parte della giunta Marsilio.

IL BANDO CHE SBANDA. Il 2 febbraio scorso la Saga ha emanato un avviso di selezione pubblica per il ruolo di Direttore generale e Accountable Manager; poi (è notizia di pochi giorni fa) lo ha ritirato. Risultato: da nove mesi l’aeroporto d’Abruzzo non possiede una delle figure fondamentali per il suo funzionamento.

L’ENAC SCOPRE IL GIOCHINO E MINACCIA DI REVOCARE LA CONCESSIONE. A luglio 2022 la società aeroportuale – dopo il licenziamento del dg precedente, Luca Ciarlini – aveva chiesto all’Enac di potersi avvalere per soli tre mesi di una figura temporanea nelle more della scelta del nuovo direttore. A ottobre la richiesta veniva reiterata. Il 26 aprile scorso, di fronte al terzo rinvio (stavolta sine die) per la selezione del nuovo dg, l’Enac ha dato 30 giorni di tempo alla Saga per decidere, trascorsi i quali scatterà il procedimento di revoca della concessione di aeroporto; un fatto di una gravità inaudita.

LA CONCESSIONE. In veste di sindaco di Pescara, il 14 giugno 2007 ho tallonato, sollecitato, accompagnato e premurato sul piano istituzionale per agevolare la firma tra Saga ed Enac per la concessione inerente “la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, l’adeguamento, la gestione, la manutenzione e l’uso degli impianti e delle infrastrutture aeroportuali, comprensivi dei beni demaniali, dell’aeroporto di Pescara”. Un documento importantissimo, senza il quale non potremmo disporre dell’operatività crescente eprogressiva della struttura: con la concessione trentennale la concessionaria si impegna a gestire i servizi aeroportuali in sicurezza. Non essendoci la figura dell’Accountable Manager, non è garantita la regolarità della gestione in sicurezza.

C’ERA UNA VOLTA LA REGIONE CHE FUNZIONAVA. Grazie alla giunta regionale da me presieduta, sono stati stanziati complessivamente 29,4 milioni per le infrastrutture aeroportuali e sono stati investiti 12,5 milioni in cinque anni per il rilancio della vocazione turistica dello scalo. Misure che nel 2017 hanno permesso di far registrare un aumento di passeggeri del 16,6% rispetto al 2016.

Non solo: a seguito dell’incremento di 2,5 euro dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, disposto in attuazione del Decreto 29 ottobre 2015 del MIT, Ryanair aveva deciso di sospendere la propria operatività negli scali più piccoli (tra cui Pescara) sostenendo che l’impatto della tassa sui ricavi derivanti dall’operare rotte in mercati di piccole dimensioni, come accade negli aeroporti con un volume di traffico inferiore ad 1 milione di passeggeri l’anno, comporta una riduzione di redditività che va sotto i parametri di riferimento dell’azienda; di conseguenza, considerando che nell’aeroporto d’Abruzzo Ryanair movimenta oltre l’80% del traffico totale, tale situazione avrebbe avuto un impatto fortemente negativo sulla mobilità e sull’economia dei cittadini abruzzesi e non solo, vista l’area di influenza dello scalo. La Regione si è fatta promotrice di un’azione di pressione nei confronti del governo nazionale per far sì che fosse tolto l’aumento delle tasse aeroportuali. L’incremento tariffario è stato eliminato con legge n. 160 del 7 agosto 2016.
Inoltre, sempre su impulso della giunta D’Alfonso, il MIT ha modificato il testo delle linee guida per lo sviluppo di rotte aeree da parte dei vettori, al fine di renderlo più coerente alle direttive europee e più chiaro nell’applicazione, in modo da consentire una più facile costruzione dei rapporti economici tra aeroporti sostenuti da finanza pubblica, allo stesso modo di ciò che avviene tra compagnie aeree e aeroporti privati.

Ci sono giunte regionali che agiscono seriamente, e giunte che prima fanno procedurine e poi le revocano o sospendono, mettendo a rischio la concessione e la credibilità dell’aeroporto. Fra 300 giorni gli abruzzesi sapranno chi scegliere.

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