Il Codice di Protezione civile del 2020 prevede che vengano attivate procedure per il riconoscimento dell’emergenza nazionale, ci sono gli elementi

Sono intervenuto in Senato per richiamare l’attenzione dell’aula sul disastro che ha colpito l’Abruzzo: una vera e propria strage di alberi che domenica noi abbiamo patito come comunità regionale, a causa della condotta scellerata di coloro i quali hanno voluto distruggere con il fuoco un patrimonio irripetibile, coincidete con il Creato. Abbiamo perso 100 mila alberi, il parco D’Avalos di 500 anni di vita ha perso più di un terzo della sua consistenza: è la Pineta Dannunziana, così come la Costa dei Trabocchi.
Il Codice di Protezione civile del 2020 ha previsto che vengano attivate le procedure per il riconoscimento dell’emergenza nazionale. E ci sono gli elementi: sono stati rimossi i pericoli, persone e famiglie sono state evacuate, rimane la perdita ambientale.
C’è bisogno anche di fare di più ad opera della cittadinanza di coloro i quali hanno molto anche sul piano della ricchezza.
Serviranno norme per scoraggiare i delinquenti, sanzioni, risorse per i progetti ambientali, per dotare il territorio di colonnine per l’acqua, di estintori.
Il messaggio ulteriore che vorrei mandare è fare in modo che queste vicende vengano evitate a monte e non a valle, perché intervenire a valle richiede risorse in più e la perdita di diritti da parte delle giovani generazioni.

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