Sette anni fa ho lasciato nelle casse della Regione Abruzzo 22,2 milioni di euro per la valorizzazione e il rilancio del comprensorio turistico e sciistico di Passolanciano. Oggi quei 22,2milioni si sono ristretti a 17,7 milioni di euro destinati a parcheggi, una seggiovia, un fabbricato polivalente, senza una data di inizio cantiere, né una di fine lavori, né di progettazione, né di appalto. Dopo sette anni non c’è uno straccio di carta, non ci sono più 5 milioni di euro, ma c’è l’inerzia, l’incompetenza, l’approssimazione di chi ha dimostrato di non avere alcuna affinità con la gestione della pubblica amministrazione in una Regione affannata e assonnata

Non avevamo l’ambizione di diventare Cortina, ma l’aspirazione a garantire l’accessibilità e la fruibilità sciistica della Majelletta. Dopo 7 anni l’inettitudine del Presidente di Regione ha prodotto l’inutilizzo del tesoretto in cassa, un capitale che ha perso di valore anno dopo anno a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi dei materiali.

Ripercorro brevemente le tappe della vicenda:

19 aprile 2016: con delibera di giunta n. 229, nell’ambito del Masterplan la Regione Abruzzo approva la strategia di interventi operativi verificati su base progettuale per lo sviluppo e la crescita del territorio, con la quale vengono finanziati interventi per 20,2 milioni di euro sulle infrastrutture funzionali alla valorizzazione turistica delle stazioni invernali Passolanciano-Majelletta;


20 febbraio 2018: la giunta regionale individua come priorità, con delibera n. 83, il completamento e la valorizzazione dell’accesso pescarese al versante occidentale della Majella – passando per la S.P. 64 – per un importo ulteriore di 2 milioni di euro, che consente il collegamento del sistema termale di Caramanico con la Majella, finanziamento approvato dal CIPE con delibera n. 12 del 28 febbraio 2018;


23 febbraio 2019: si insedia il governo regionale di centrodestra e tutto si blocca;


30 gennaio 2022: iniziano le ovvie rimostranze degli amministratori del comprensorio in merito ai lavori mai partiti.


6 febbraio 2022: l’assessore regionale al turismo in scadenza dichiara che “i lavori saranno appaltati entro agosto di quest’anno”, quindi 4 anni fa. Ovviamente non accade nulla;


28 marzo 2023: presento un’interrogazione a risposta in commissione al Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, al Ministro del Turismo e al Ministro della Cultura per sapere se ravvisino “l’urgenza di promuovere indirizzi cogenti al fine di velocizzare la messa a terra dei finanziamenti disponibili” per il comprensorio turistico di Passolanciano-Majelletta.

Arriviamo a febbraio 2026: gli operatori della montagna alzano la voce per denunciare i disagi che puntuali si sono verificati anche questo inverno a Passolanciano. Sento la difficoltà dell’innocente e costumato Sottosegretario regionale con delega al Turismo Daniele D’Amario, che tenta di salvare il salvabile parlando della consapevolezza del valore strategico di Passolanciano. E poi si affaccia l’immagine di un Presidente che ha impiegato 7 anni per una passeggiata in eskimo bianco innevato e occhiali da sole per annunciare che per Passolanciano sono in serbo 17,7 milioni di euro di investimenti. E dove sono finiti gli altri 5milioni di euro che erano in cassa? Come fa a non arrossire d’imbarazzo amministrativo nell’annunciare progettualità inesistenti per rendere l’area una ‘destinazione turistica attrattiva e moderna fruibile tutto l’anno’? Come si permette a mettere la propria identità su un territorio che non ha visto un euro di investimento in sette anni di legislatura marsiliese pur avendo 22,2milioni disponibili?

Agli operatori della montagna va il sollecito a non mollare la presa, a non demordere, a imporre a una legislatura inconcludente di mostrare pubblicamente le carte della progettualità annunciata. Noi andremo invece a cercare quale sia stata la destinazione dei 5milioni di euro sottratti a Passolanciano.

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