La Fondovalle Sangro collega il Tirreno all’Adriatico dando agevolazione alle esigenze della trasportistica che arriva dalla Val di Sangro, il più grande distretto produttivo d’Abruzzo. 

Questo il computo delle risorse – per reperire la quali vi fu un grande ruolo della giunta regionale da me presieduta – che permisero di avviare l’appalto e cantierare i lavori:

Masterplan (fondi regionali stanziati dalla Regione Abruzzo): 78 milioni

Decreto Sblocca Italia 2014: 62 milioni
Legge stabilità 2013: 30 milioni 
Legge 388 del 2000: 20,4 milioni 

TOTALE: 190,4 milioni 

Come Regione curammo tutto l’iter dei pareri, e noto in questo una forte contraddizione con la distrazione della Regione attuale: una giunta regionale deve esercitare appieno la sua funzione di competenza sulle grandi opere, una funzione garantita dall’art. 117 della Costituzione.
A vincere l’appalto fu l’impresa De Sanctis costruzioni, capogruppo della RTI aggiudicataria, un’azienda seria e affidabile. L’inizio dei lavori scattò a febbraio 2018 e la fine era prevista per il 2022. Purtroppo il cantiere è fermo da tempo per ragioni oggettive: è stata trovata una sacca di metano profonda duemila metri, inoltre i costi sono lievitati notevolmente. L’Anas deve ora fare una perizia di variante suppletiva del valore di almeno 20 milioni. C’è bisogno di un monitoraggio costante della sacca di metano che potrebbe generare esplosioni pericolosissime.

In precedenza c’era stato il sequestro di alcuni metri cubi di materiale inerte, e la Regione in quell’occasione fu distratta e disinteressata: non si presentò nessuno. Eppure un cantiere di quest’importanza ha bisogno di cura, ma ci fu più premura per far arrivare il Napoli calcio a Castel di Sangro. C’è chi fa e chi fa finta, in questo caso Anas e impresa sono stati lasciati soli.

Il cantiere è stato completato al 51 per cento, con un pagamento di 64 milioni di euro, ma qui serve una funzione di accompagnamento e ausilio che è esattamente il contrario del disinteresse mostrato finora.

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