il Tribunale di Teramo versa ormai da tempo in una situazione di eccezionale drammaticità, essendo in tale sede pendenti due terzi dell’arretrato dell’intero distretto, registrandosi il più alto numero di procedimenti iscritti da più di 10 anni, ed essendo il periodo di tempo medio per la definizione di una causa civile superiore a 1.000 giorni, contro i 296 di Chieti e i 368 di Pescara, come recentemente ricordato anche dal Presidente degli ordini degli avvocati di Teramo;
in tale sede è assegnato in pianta organica, mai integralmente coperta, il 21,15 per cento dei giudici ordinari, il 15,94 per cento dei giudici onorari e meno del 18 per cento del personale amministrativo spettanti al Tribunale del distretto, a fronte dei carichi di lavoro derivanti da flussi ordinari mediamente attestati intorno al 25 per cento, sia in materia penale, che civile;
oltretutto, la Provincia di Teramo è stata investita dal terremoto dell’ottobre 2016, da quello del gennaio 2017 e dai tragici eventi atmosferici del medesimo periodo, che hanno accentuato una situazione di grave crisi economica testimoniata dal fatto che nel Tribunale di Teramo pende il 38 per cento delle procedure esecutive e concorsuali e dei fallimenti dell’intero distretto;

rilevato che:
la necessità di aumentare il numero dei giudici e di personale amministrativo in pianta organica emerge anche alla luce dell’alto numero di affari trattati, essendo quello di Teramo il secondo Tribunale in Abruzzo dopo Pescara per numero di affari civili e per dibattimento penale, e il primo per numero di procedimenti di GIP/GUP, e si inserisce in un contesto emergenziale ormai consolidato, come riportato dai dati contenuti nelle relazioni del Presidente della Corte di Appello all’inaugurazione degli anni giudiziari dell’ultimo decennio;
i vari episodi di mobilitazione da parte degli avvocati, i ripetuti interventi di organizzazione assunti da giudici per fronteggiare le mancanze di organico e le reiterate dichiarazioni di allarme provenienti dalle istituzioni hanno generato solo effetti palliativi, limitati all’assegnazione di un nuovo giudice, a fronte di richieste ben maggiori avanzate dal Consiglio giudiziario e dallo stesso CSM, e di alcune figure professionali amministrative;
le capacità di smaltimento del lavoro dimostrate dai giudici del Tribunale di Teramo, ai vertici per produttività a livello distrettuale, non potranno sopperire per sempre alle inadeguatezze in tema di distribuzione delle risorse;
rilevato, inoltre, che il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito della riforma orizzontale della giustizia, prevede di ridurre del 25 per cento il numero di cause pendenti nel 2019 dinanzi ai tribunali amministrativi regionali entro il 31 dicembre 2024 e di ridurre del 25 per cento i tempi di trattazione di tutti i procedimenti penali rispetto al 2019 entro il 31 giugno 2026,

ho chiesto di sapere:
quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per garantire il necessario adeguamento della pianta organica e la piena operatività del Tribunale di Teramo, nonché per assicurare ai cittadini della provincia tempi ragionevoli nella trattazione dei procedimenti, attualmente nettamente superiori rispetto a quelli delle province limitrofe;
quali iniziative intenda assumere per consentire il pieno raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNRR anche presso il Tribunale di Teramo e, in particolare, per impedire la creazione di un ulteriore arretrato, prevenendo gli effetti perversi del differimento delle cause.

Il Messaggero


Il Centro

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