Il lavoro fatto in commissione è stato utile. Abbiamo difeso l’omogeneità e il realismo del decreto. La questione riguarda il rapporto che dobbiamo tenere con l’Europa rispetto all’uscita della Gran Bretagna. E con questo decreto abbiamo toccato con mano che l’approccio sovranista sventolato da questo governo non fa i conti con la realtà. Chi per mesi e settimane ha parlato o accarezzato l’idea dell’ “exit” ora invece deve ragionare su come reimpostare, alla luce delle scelte inglesi, il rapporto con l’Europa per tutelare i nostri studenti, i nostri cittadini, le nostre imprese. E allora quando si parla di regole e si ordinamento si deve lasciare da parte la propaganda e si fanno i conti con la realtà continentale, che è la dimensione dentro cui vive il nostro Paese. Il nostro contributo parlamentare ha migliorato questo testo facendolo diventare un strumento più utile per stare in Europa in maniera più corretta.

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