Nel governo delle Istituzioni esiste un principio non scritto di solidarietà tra Enti che istruisce le basi dell’imperativo morale del mutuo soccorso a fronte di una emergenza, una Regione aiuta l’altra, un Comune supporta l’altro. Sulla base di questo principio nel gennaio del 2018 (e non nel 2014!) il mio Governo regionale è intervenuto a sostegno del Comune di Roma Capitale accogliendo un quantitativo ben circoscritto e definito dei suoi rifiuti negli impianti del territorio di Chieti e di Sulmona a fronte di un ristoro ritenuto equo per il massimo di 10 mesi, dall’8 febbraio 2018 al 31 dicembre 2018. Il Governo Marsilio-Fratelli d’Italia ha trasformato quell’atto di solidarietà in una fonte di rendita, di incasso costante, una sorta di ‘casa in affitto’ in cui non si effettua la revisione del prezzo di locazione, non si esegue la manutenzione ordinaria, ma ci si limita ad attendere il bonifico per poi spendere in feste e mancette.
A condire il tutto c’è il partito a difesa del Governatore marsiliese che dà mostra di inerzia didattica e inettitudine alla lettura delle carte e dello studio. E quando il sindaco di Chieti Legnini, non rinnegando quell’atto di solidarietà istituzionale, propone semplicemente di rivedere la quota capitale derivante dall’accoglimento dei rifiuti di Roma, chiedendo alla Regione di aumentare il ristoro destinato alla città di Chieti, conosce un’unica risposta: ‘l’ha fatto D’Alfonso’, e scivola sulla classica buccia di banana dei rifiuti
La conoscenza delle carte merita ordine:
• il 22 novembre 2017 il Comune di Roma ha manifestato alla Regione Abruzzo la necessità di fronteggiare la propria emergenza rifiuti, chiedendo se l’Abruzzo avesse la disponibilità ad accogliere per almeno 3 mesi il pattume romano.
• Ho risposto alla nota del sindaco Raggi l’8 gennaio 2018, confermando la mia disponibilità in nome del suddetto principio di solidarietà tra Istituzioni, lo stesso che, a fronte dell’emergenza terremoto, ha visto la mobilitazione di un intero Paese per l’Aquila, a partire dagli amici romani, i più vicini a noi.
• Esprimendo il nostro consenso a conferire negli impianti Deco Spa, sul territorio di Chieti, e COGESA Spa, sul territorio di Sulmona, ho però messo dei paletti, chiedendo a Roma Capitale di far sapere: l’esatto quantitativo di rifiuti non gestibili in autonomia dal Comune di Roma per i quali si chiedeva l’accesso agli impianti della Regione Abruzzo; l’arco temporale per il quale c’era tale necessità, che ritenevamo opportunamente di limitare nel tempo; il Piano traffico che si riteneva di seguire per l’accesso agli impianti, al fine di tutelare la sicurezza stradale delle arterie minori; gli interventi che il Comune di Roma intendeva mettere in atto per superare l’emergenza rifiuti; i costi preventivati per il conferimento.
• Dopo due giorni, il 10 gennaio 2018, il sindaco Raggi ha risposto manifestando i dettagli del Piano messo in atto dal suo Comune per la riduzione dei rifiuti e il potenziamento della raccolta differenziata, presupponendo di servire entro fine 2018 1milione 200mila cittadini, più altri 490mila utenti nei successivi 3 mesi, rinviando poi alla società AMA, che gestiva il settore, i dettagli più tecnici;
• l’8 febbraio 2018 è stato stipulato l’Accordo di programma tra Comune di Roma e Regione Abruzzo per la durata di 3 mesi, scadenza 9 maggio 2018.
• il 15 maggio 2018, a fronte di una ulteriore richiesta del Comune di Roma, a fronte del rispetto dei patti iniziali, con la mia giunta regionale ho accordato una proroga del servizio fino al 31 dicembre 2018.
• Marzo 2019: la solidarietà del Governo D’Alfonso si trasforma nella rendita fissa del Governo Marsilio che da sette anni continua a incassare somme dal Comune di Roma accogliendo i suoi rifiuti. Dunque, per un anno, e per un gesto di solidarietà a fronte di un’emergenza, il Governo D’Alfonso ha supportato la città di Roma; da sette anni il Governo Marsilio continua evidentemente a prorogare l’accordo di programma iniziale incassando ogni anno 5.909.727,51 euro, trattenendone 4.535.350,87 nelle casse regionali e destinando alla città di Chieti, che ovviamente subisce i disagi in termini di usura stradale e impatto ambientale, 1milione 374mila euro.
Il sindaco Legnini giustamente, come già aveva fatto senza ottenere risposta il sindaco Ferrara, non rinnega l’utilità o l’opportunità di quell’accordo di programma, ancora in essere, ma si limita a chiedere al Presidente Marsiliese di rivedere il ristoro destinato a Chieti, dove appena qualche mese fa, in campagna elettorale, lo stesso Governatore romano aveva promesso mare e monti, valanghe di monete per risollevare il territorio, nel quale riveste anche la carica di Commissario per l’emergenza frane, e Fratelli d’Italia, senza studiare né leggere, tenta di scaricare le odierne responsabilità su chi otto anni fa ha operato una scelta di buon senso, tanto opportuna da essere stata proseguita senza modifiche dal mio successore di destra.
Lo scivolone per FdI è fatto, sottolineato dai suoi stessi alleati, ora riprenderemo le carte e le riporteremo direttamente a Roma, per capire come fare in modo che sia il Comune di Chieti, e non la Regione Abruzzo, a beneficiare di somme che non erano destinate a costituire il tesoretto per finanziare le feste del Presidente Marsiliese, ma dovevano essere doverosamente reinvestite sui territori che generosamente avevano messo a disposizione i propri impianti per solidarietà.



