Sul molo nord di Pescara c’è il cantiere dalfonsiano per la realizzazione della vasca di prima pioggia della Madonnina. Poi c’è il video di un sindaco Carlo Masci, in cima al dalfonsiano ponte del mare, che elogia quell’opera di cui, mi rammarico e mi compiaccio per il suo apprezzamento, non sarà mai il padre, neanche il padrino, forse il patrigno che cerca di attribuirsi i pregi caratteriali di un figlio strutturale di cui però non conosce la genesi, né la gestazione, sicuramente spera di vederne la nascita per essere il primo a tagliare il cordone ombelicale.

Le opere, l’ho già dimostrato, non sono di chi le inaugura, ma di chi le pensa, le progetta, di chi trova i finanziamenti per realizzarle e di chi conosce ogni centimetro quadrato di carta intestata per consentire l’edificazione. Da sindaco di Pescara prima e da Presidente di Regione poi, mi sono confrontato con tre problemi immani per Pescara: la necessità di ridurre se non eliminare gli sversamenti in mare e nel fiume Pescara durante gli eventi di pioggia; adeguare il sistema fognario alle prescrizioni della Direttiva europea 91/271/CEE; superare le criticità che avevano portato l’Italia a procedure di infrazione comunitaria in materia di depurazione. 

Da Presidente di Regione, con ERSI e ACA, abbiamo elaborato il programma denominato “Disinquinamento del Fiume Pescara – Potenziamento del sistema depurativo del Comune di Pescara – Nuovo Parco Depurativo”Una delle fondamenta del progetto era costituita dalla realizzazione 7 vasche di prima pioggia, poi divenute 8 con l’aggiunta dell’area della Madonnina. Le 8 vasche servivano e servono perché durante i temporali il sistema fognario misto di Pescara riceve contemporaneamente reflui civili e acque meteoriche, un afflusso sovradimensionato rispetto alla capacità del sottosuolo. Quindi la portata supera rapidamente la capacità del depuratore e determina lo sversamento dei reflui nel fiume e nel mare. Le vasche di prima pioggia sono progettate per intercettare il primo volume d’acqua, quello maggiormente inquinato; immagazzinarlo temporaneamente; inviarlo successivamente al depuratore una volta terminato l’evento meteorico. In questo modo diminuiscono gli scarichi diretti nel fiume Pescara e lungo la costa. 

Il progetto che abbiamo voluto mettere in piedi era ed è senza subbio sfidante, richiedendo un investimento iniziale di circa 30milioni di euro per la realizzazione di vasche di prima pioggia; collettori fognari; impianti di sollevamento; opere di collegamento al depuratore; sistemi di disinfezione; adeguamenti degli scolmatori.

Questo ha determinato la necessità di fare delle scelte e anziché investire in feste di paese, mance e notti rettiliani, abbiamo investito sul sottosuolo per restituire a Pescara vivibilità, sostenibilità, il suo fiume pulito e il suo mare. Abbiamo individuato le risorse:

• 2016: con la Delibera CIPE n. 55/2016 sono state rese disponibili risorse FSC- Fondo Sviluppo e Coesione – per interventi sul servizio idrico integrato.

• 2018è stato sottoscritto l’Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e Regione Abruzzo per finanziare gli interventi sul servizio idrico. Il Nuovo Parco Depurativo di Pescara rientra tra gli interventi finanziati.

• La prima vasca a partire è l’intervento n. 7 il lotto Bardet 1, costo totale: 1.301.196 €, di cui contributo FSC 1.040.956 €vasca da circa 2.700 m³ localizzata nei pressi del sollevamento Stadio (via Pepe – via Benedetto Croce) finanziata nell’ambito del PSC Ministero dell’Ambiente.

• La vasca della Madonnina è solo uno dei pezzi del puzzle concepito dal mio Governo regionale con ERSI e ACA

Toglierà il sorriso al gaudente sindaco Masci anche ricordare la paternità del nuovo molo nord, con la sua piazza ‘affacciata sul mare’, paternità che non gli appartiene, neanche questa volta. Il nuovo molo nord nasce infatti all’interno di un progetto molto più ampio che comprende la deviazione del porto canale di Pescara; il completamento dei nuovi moli guardiani; il miglioramento dell’accessibilità del porto; la riduzione dell’insabbiamento dell’imboccatura. Durante la mia presidenza della Regione Abruzzo (2014-2019) ho inserito l’opera tra gli interventi prioritari del cosiddetto Masterplan Abruzzo garantendone la copertura finanziaria attraverso fondi FSC (Fondo Sviluppo e Coesione). Gli atti di gara riportano chiaramente le due principali fonti di finanziamento:

• 16 milioni di euro circa per il progetto “Completamento dei nuovi moli guardiani”; 

• 4,4 milioni di euro per il progetto “Deviazione del porto canale di Pescara” (intervento Masterplan PSRA/07 finanziato con Delibera CIPE n. 16/2016). 

Il quadro economico della Fase A – Realizzazione del Molo Nordè pari a 20,4 milioni di euro. Questi fondi derivano dalla stagione del Masterplan Abruzzo, fortemente sostenuta dalla mia Giunta regionale, che ha scelto di affidare la realizzazione ad ARAP Abruzzo (Azienda Regionale delle Attività Produttive) al fine di utilizzare un nostro soggetto attuatore, già impiegato per la realizzazione di opere infrastrutturali regionali e ritenuto in grado di accelerare le procedure. 

Ripristinata e ricostruita la verità decisionale, concettuale e realizzativa di quelle opere strategiche, al sindaco Masci resta l’onore di celebrare la straordinarietà delle opere realizzate e la capacità di chi le ha volute, l’allora Presidente D’Alfonso con la sua giunta, per il bene di Pescara e dell’economia abruzzese.

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