Approvato l’emendamento che potrebbe garantire contributi per 105 milioni nei prossimi dieci anni Il senatore del Pd esulta: «Raggiunto un risultato irripetibile, adesso la politica deve fare la sua parte»

PESCARA. Un emendamento che potrebbe garantire 105 milioni di euro in 10 anni e, forse, una netta accelerazione al progetto di unificazione dei Comuni di Montesilvano, Pescara e Spoltore teoricamente entro il primo gennaio 2023, ma con possibile slittamento al 2024. Nella notte tra domenica e lunedì, è stato approvato all’unanimità, nelle commissioni Finanze e tesoro l’emendamento proposto dal presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Luciano D’Alfonso: un dispositivo che assegna ai Comuni che hanno avviato la fusione, con una popolazione superiore ai 100mila abitanti, 10 milioni di euro all’anno per dieci anni e cinque milioni per il 2023 che complessivamente diventano 105 milioni. La Nuova Pescara avrebbe tutti i requisiti per ottenere il finanziamento, poiché coinvolge complessivamente più di 192mila abitanti e circa 94 chilometri quadrati di superficie. Il senatore D’Alfonso lo ha descritto come «un risultato irripetibile che permette di fare le prime dieci mosse fondamentali. Un emendamento che accanto alla Nuova Pescara permette di prendere per mano i nuovi cittadini adriatici». Venerdì il senatore del Pd spiegherà i prossimi passi in una conferenza stampa, ma la messa a disposizione di questi fondi rappresenta già «una straordinaria iniezione di liquidità», come ribadisce anche Francesca Carnoso, portavoce del circolo Pd Nuova Pescara, «a favore dell’avvio concreto e fattivo di tutte le attività preliminari e funzionali all’avvio del processo di fusione dei tre comuni della Nuova Pescara, le cui gambe oggi sono più solide che mai per i necessari passi da compiere, con attenzione massima e tempistiche curate, per la costruzione della nuova identità adriatica». L’approvazione dell’emendamento è una risposta alle voci sempre più insistenti che prefiguravano un rinvio della fusione al 2027. Per molto tempo il processo di unificazione è stato bloccato da resistenze, assemblee costitutive convocate e disertate e commissioni frequentemente saltate. La gestione dell’emergenza Covid, che ha travolto le strutture comunali, ha ulteriormente rallentato la macchina. Solo da qualche mese, sembra che un po’ tutti gli animi, anche quelli più restìi, si siano in qualche modo adattati, di fronte a una legge che è ormai in vigore e da cui non si può tornare indietro. Gli ostacoli, però, sono ancora diversi, tra cui anche le elezioni amministrative di Spoltore con i cittadini che sarebbero chiamati ad eleggere una giunta solo per sei mesi, se la fusione andasse in porto da subito. Ma almeno l’aspetto economico, assicura D’Alfonso, dovrebbe essere stato risolto. 
Il segretario del Partito Democratico di Pescara, Antonio Caroselli, ha sottolineato che «la notizia dell’approvazione dell’emendamento voluto dal senatore Luciano D’Alfonso obbliga tutti ad accorciarsi le maniche per far partire senza più rinvii il “cantiere” della Nuova Pescara. Ora non esistono più scusanti per far trascorrere il tempo invano». Il coordinatore del circolo Pd Nuova Pescara Umberto Coccia aggiunge che «stiamo parlando di dieci potentissime iniezioni di carburante, una all’anno per dieci anni, per far decollare e sostenere in volo il gran lavoro di carpenteria politica e amministrativa che va messo in opera subito». In ogni caso, bisognerà capire se l’annuncio di questi fondi basterà per portare definitivamente a termine il progetto Nuova Pescara.

Daniele Berardi dal quotidiano Il Centro

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