Oggi, forse perché domenica, mia madre mi ha donato 35 ravioli fatti a mano.
Dall’età della mia fanciullezza, i ravioli di domenica mi hanno sempre messo di buon umore.
Oggi, grazie ai ravioli che vengono da ricordi lontani, voglio pormi ad alta voce una domanda impertinente: perché mi capita di conclamare il rispetto in pubblico per il Sindaco di Pescara_?
La ragione ha a che fare con le tre fotografie riviste questa mattina, che provo a ricollocare su questo spazio digitale.
A)L’immagine individuata con la lettera A descrive l’ambizione bloccata di Pescara Sud, coincidente con i 56 mila metri quadrati di ex scalo merci ferroviario, che possono essere facilmente, razionalmente, il polmone della nuova Pescara Adriatica;
B)Di seguito il Manufatto risalente, che si lamenta autonomamente da 30 anni almeno, perché ospita la sede provinciale dei Vigili del Fuoco, sempre bravissimi, nonostante l’invalidità conclamata dell’edificio destinato come Caserma, fuori uso acclarato!
C)Quindi il Cumulo di cementi esausti che chiede “demolizione”, memorizzato nella vulgata come San Donato, nei fatti carcere del mandamento di Pescara, che si fa rubricare più_come una recinzione “pro forma” sconfessata dall’esercizio, _che il luogo di recupero e rieducazione per i destinatari della sanzione massima della libertà privata.
Sono tre delle ambizioni negate di una città che merita di più, per funzionare come viene chiesto a Pescara ripensata oltre le sue mura, per tutto l’Adriatico.
I miei duemila giorni da Sindaco per Pescara hanno avuto come controparte logicamente i problemi reali e spiacevolmente quelli inventati da una politica di opposizione minoritaria, accecata dal risentimento, e da una giustizietta concepita dall’errore di partenza.
Certamente, NON sarò mai controparte della decisione pubblica che aiuta Pescara.
Mai mi collocherò tra gli ingigantitori dei problemi in danno della Città!
Non credo alla scommessa che fa ingrandire le contraddizioni e poi dispensa bottini per tutti.
*Tornando alla riflessione di partenza, aiutata dalle 3 fotografie, esigenti perché ci chiamano in causa, lo Scalo Merci ferroviario di Pescara può diventare una funzione fondamentale di Pescara Adriatica. Serve lavorarci in tanti e nella stessa direzione.
*Il quadrato attuale dei Vigili del Fuoco serve all’Universita’ per farla crescere e progredire come Città che forma saperi e competenze.
*L’involucro denominato Carcere di San Donato va delocalizzato e restituito alla buona vita delle famiglie di Pescara, poiché il vuoto urbano e’ un diritto della nostra Città che abbraccia e sorride al suo futuro. Sono obiettivi che richiedono un cantiere progettuale e decisionale gigantesco, senza autisti di Senatori dal doppio mestiere, che fanno i fattorini di suggerimenti cattivisti, senza diplomati di “scuola radio Elettra” che riscrivono il diritto urbanistico e il diritto penale, senza opposizioni comunali che appaltano la politica alle speranze di abbattimento del consenso democratico.
I ravioli di mia madre mi fanno essere laico e sorridente nella ricostruzione domenicale di duemila giorni di sindacatura, che hanno aiutato Pescara per molti anni a seguire.
Anche i lavori di allungamento dell’Asse Attrezzato derivano da quel lavoro sindacale.
Naturalmente non avrei mai dispiegato le economie meritate (e di risulta) per la demolizione della trombetta della circonvallazione, all’altezza della rampa per San Silvestro, poiché i privati si recuperino le aree esauste con i soldi propri (come sta scritto negli atti ufficiali in giacenza ovunque) e non quelli destinati alle infrastrutture metropolitane.

Personalmente aiuterò con risolutezza disinteressata l’Ordinamento comunale a potenziare la capacità di funzionamento di Pescara Adriatica.

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