Scriverò al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, e all’ingegner Massimo Simonini, capo di Anas spa, per valutare la possibilità di far prendere in carico ad Anas un tratto di strada statale urbanizzata.
Il problema della gestione autostradale della A14 assomiglia alla Torre di Babele.
Al primo posto un trascinamento giudiziario di un contenzioso nato altrove che ha sequestrato il diritto agli spostamenti nella direttrice nord sud non solo della nostra regione, anche se presto conosceremo la sua conclusione giurisdizionale e di tecnica ingegneristica “riparativa”.
Poi l’utenza autostradale di oltre 10 milioni di passaggi l’anno riferiti al suolo abruzzese nei fatti è profondamente danneggiata, se ci riferiamo alla nostra collocazione turistica e produttiva.
In aggiunta i Comuni della costa adriatica abruzzese sono insopportabilmente appesantiti da un sovraccarico patologico di circolazione sulla propria viabilità urbana, causato dal traffico respinto dalla lentezza veicolare autostradale.
Assume le dimensioni di un problema anche il safari dei punti di vista dilettantistici che nel fine settimana viene versato sulle agenzie di stampa dagli emotivi della politica. L’idea della terza corsia autostradale va naturalmente collocata in un dossier tecnico, amministrativo e politico appena si comprende la gestione risolutiva di tutta la realtà autostrade italiana.

Ora in questo tempo che sta correndo, c’è una gigantesca emergenza da affrontare prima che sia troppo tardi: i 7 chilometri di strada statale 16 fortemente urbanizzata sul suolo del Comune di Silvi devono essere presi in carico da Anas poiché il traffico veicolare ha una consistenza pericolosissima di tipo autostradale. I 7 chilometri di strada “statale” nella sopravvenuta dotazione patrimoniale del Comune di Silvi sono un concentrato di accessi e di segnaletica incapaci di assorbire la voluminosità esplosiva di queste lunghissime settimane. Fino alla soluzione durevole e resistente della questione autostradale, e soprattutto fino alla realizzazione di una variante stradale adeguata, Anas spa raccolga con la sua riconosciuta esperienza e capienza gestionale il tratto di strada in questione, con un indirizzo spingente preciso della direzione generale strade del Mit, attraverso una convenzione.
In Italia il Codice della Strada dispone il diritto alla circolazione in sicurezza e in alcuni tratti della nostra dorsale adriatica della Statale 16, dove di più la città si è collocata a ridosso della strada, c’è l’esatto contrario della circolazione in sicurezza e per questa ragione “volgarizzerò in ogni modo” l’urgenza dell’intervento descritto da parte di Anas spa, poiché è l’unica capace di trovare nell’immediato una soluzione concreta e proporzionata alla necessità.
Scriverò oggi stesso a De Micheli e all’ingegner Simonini, capo di Anas, per determinare una competente sede di veloce verifica, affinché rappresenti una mozione d’ordine nel quadro dei problemi complessi posti sul tavolo dalle emergenze della gestione autostradale

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