Lettera indirizzata al Dott. Fabrizio Salini, Amministratore Delegato Rai Radiotelevisione Italiana e Sen. Primo Di Nicola, Vicepresidente Commissione Parlamentare Vigilanza per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, richiedendo una programmazione dei palinsesti televisivi che tenga conto maggiormente delle esigenze di bambini e ragazzi in questo periodo così delicato, di emergenza, in cui la maggior parte della popolazione è costretta a restare a casa.

Ecco il testo della lettera:

Gentilissimi,

mi permetto di sottoporre alla Vostra cortese attenzione, un problema che sta interessando molte famiglie italiane in questo periodo così delicato, in cui la maggior parte della popolazione è costretta a restare a casa, e in particolare i bambini e i ragazzi che scontano la sospensione delle attività didattiche.


La motivazione che mi spinge a rivolgermi a Voi, nasce dall’ovvio riconoscimento della preziosa funzione culturale e sociale che in questo Paese la RAI ha svolto sin dalla sua istituzione.

Il servizio pubblico radiotelevisivo rappresenta, ancora oggi, il principale veicolo di informazione, conoscenza e intrattenimento nella quotidianità per una vasta platea di cittadini che, soprattutto in questo frangente, hanno bisogno di poter contare ancora di più sulle capacità e sulle professionalità di quella che resta la principale azienda culturale italiana.


In particolare, desta motivo di preoccupazione il fatto che, malgrado lo sforzo compiuto in breve tempo, dal Ministero dell’Istruzione con il generoso impegno di docenti e dirigenti scolastici, di dar vita a diffuse iniziative di didattica a distanza attraverso le risorse telematiche, molti studenti italiani non riescano a fruirne a causa di carenze infrastrutturali in alcune aree del Paese e di difficoltà economiche delle loro famiglie.
Naturalmente è inammissibile che il divario digitale crei ulteriori discriminazioni a svantaggio delle fasce più deboli e la migliore soluzione, immediatamente praticabile, per far fronte a questo problema è ricorrere alle reti RAI, nella pluralità virtuosa degli strumenti a disposizione dell’Azienda.


Un primo passo avanti è stato già compiuto con la carta di intenti che avete firmato col Ministero dell’Istruzione una settimana fa e con lo sviluppo dei canali tematici dedicati e me ne congratulo sinceramente.
Ma credo che la straordinarietà assoluta della situazione richieda un cambiamento più incidente sugli attuali palinsesti, ad esempio arrivando a coinvolgere anche i canali generalisti e più seguiti, e facendo in modo che il pubblico più ampio possibile abbia l’opportunità di seguire programmi che possano in qualche modo agevolare chi rischia di restare troppo tempo privo di occasioni formative di qualità.

Mi permetto di sottoporvi questa proposta, naturalmente nel rispetto delle vostre prerogative e funzioni e delle norme vigenti, perché credo fermamente nel servizio pubblico della RAI, che può dimostrarsi, ancora una volta, la risorsa decisiva per accompagnare la crescita culturale degli Italiani, soprattutto di quelli che rischiano di non avere altre opportunità per proseguire in questo periodo il loro iter formativo.


Nel ringraziarvi per quanto potrete fare e per le notizie consentite che potrete farmi pervenire a riguardo, Vi saluto con stima e cordialità.

Sen. Luciano D’Alfonso

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