Ieri sono intervenuto in Aula per sollecitare la mia interrogazione indirizzata al Ministro dello Sviluppo Economico, in merito alle bollette energetiche e gli odiosi costi di sistema.

La vita delle famiglie non può essere messa in difficoltà e in affanno da questo aumento vertiginoso, artificiale e troppo comodo che caratterizza il rapporto contrattuale gestore-famiglia destinataria.

Atto n. 4-02134

Pubblicato il 9 settembre 2019, nella seduta n. 147

D’ALFONSO – Al Ministro dello sviluppo economico. –
Premesso che:
articoli di stampa (“La Stampa” del 3 settembre 2019) mettono in luce una situazione allarmante per le famiglie italiane evidenziando che la spesa nel 2019 registrerà un incremento del 13,5 per cento per l’elettricità e del 10,5 per cento per il gas naturale;

uno studio realizzato da “Solar Power Network” rimarca, infatti, che il costo in continua salita è una caratteristica specifica del nostro Paese per cui “anche quando vi è un calo delle tariffe o una riduzione dei consumi in Italia si paga di più” e che “in Italia oltre alle materie prime (elettricità e gas) gli utenti si ritrovano a dover pagare elevati ‘oneri di sistema’ e altri servizi accessori anche per case vuote ed impianti non utilizzati”;

la spesa per gli oneri di sistema sta assumendo un peso crescente e fuori controllo sulle fatture elettriche dovute dalle famiglie e dalle imprese, arrivando ad incidere quasi per il 24 per cento sulla bolletta media, perdendo, dunque, ben 24 euro su una fattura della luce pari a 100 euro;

gli oneri di sistema sono unilateralmente imposti dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che, con delibera 262/2019/R/com, ha proceduto ad aggiornare, dal 1° luglio 2019, le componenti tariffarie destinate alla copertura degli oneri generali e di ulteriori componenti del settore elettrico e del settore del gas;

considerato che:

gli oneri di sistema, pur essendo finalizzati a coprire i costi relativi alle attività di interesse generale per il settore elettrico e per il settore del gas, si traducono, nei fatti, in maggiori aggravi a carico di tutti i clienti finali del servizio;

le spese aggiuntive stanno aumentando in maniera preoccupante e sono legate a investimenti che le società di distribuzione si trovano a dover affrontare, come, tra gli altri, la sostituzione dei contatori o la manutenzione delle reti, puntualmente “caricati” sulle bollette delle famiglie italiane;

si prefigura una pioggia di ulteriori rincari che, secondo un’analisi si “SosTariffe”, comprende tra gli altri: la telefonia mobile (28,07 per cento in più); l’assicurazione RC auto (14,81 per cento in più); i costi bancari e l’abbonamento alle “pay tv”;
tali dati mettono in luce un aggravio di costi, in particolare per le coppie, la cui spesa annuale è salita del 7,94 per cento, passando dai 3.803 euro stimati a gennaio a 4.105 euro, immediatamente seguiti dalle famiglie che passano dal 6.225 euro di spesa annuale calcolata a gennaio ai 6.492 euro di settembre (4,29 per cento in più);

considerato, altresì, che:

la difficile situazione economica impone un imperativo alleggerimento delle spese sostenute dagli utenti attuabile mediante il taglio dei oneri fissi, attualmente sproporzionati rispetto ai reali consumi delle famiglie;


la legge annuale sulla concorrenza (legge n. 124 del 2017) aveva disposto la cessazione del regime “di maggior tutela” nel settore del gas naturale e nel settore dell’energia elettrica abrogando, a partire dal 1° luglio 2019, la relativa disciplina, che prevede la definizione da parte dell’ARERA delle tariffe per i consumatori che non abbiano ancora scelto un fornitore sul mercato libero;
tale termine è stato successivamente rinviato dal Governo Conte al 1° luglio 2020;

la legge n. 124 del 2017 affida al Ministero dello sviluppo economico e all’ARERA l’emanazione di una serie di provvedimenti di natura tecnica rispetto ai quali si è in ritardo con il rischio di rendere ancora più difficile la liberalizzazione stessa a ulteriore danno dell’utenza;


l’attuale presidente di ARERA, nella relazione annuale al Parlamento del 4 luglio 2019, ha evidenziato che “è evidente che a luglio 2020 potrebbe presentarsi una situazione non ottimale, ma è altrettanto evidente che l’eventuale ulteriore rinvio della scadenza rappresenterebbe un elemento di incertezza che farebbe venire meno il carattere cogente delle diverse azioni”;

nonostante le misure assunte negli ultimi anni, l’Italia mantiene ancora un gap con gli altri Paesi europei, per quanto riguarda sia il prezzo del gas che quello dell’energia elettrica, con diretto impatto sulla competitività delle aziende e del potere d’acquisto delle famiglie, specie quelle in condizioni di povertà energetica,

si chiede di sapere:

quali iniziative siano state adottate o si intenda adottare per ricondurre a giustezza ed equità gli oneri in continuo aumento, al fine di garantire la tutela dei consumatori, in particolare di quelli vulnerabili riducendo al contempo il gap con gli altri Paesi europei;

se il Ministro in indirizzo intenda adottare iniziative per tracciare un bilancio chiaro del processo di liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica avviato in Italia, anche alla luce del contesto europeo e dei nuovi obiettivi al 2030;

se intenda attivare un efficace dialogo con l’ARERA e con i diversi fornitori presenti sul mercato al fine di addivenire all’individuazione di adeguati meccanismi di tutela in favore dell’utenza.


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