Una scelta sciagurata quella di cancellare il bonus cultura che permetteva ai diciottenni di avere una dotazione di 500 euro per comprare libri, musica, partecipare a eventi culturali, visitare mostre. Insomma, un investimento che raggiungeva direttamente ogni giovane di questo Paese e che gli dava strumenti per aumentare la sua consapevolezza, per alimentare la sua intelligenza e la sua coscienza di cittadino. Il Governo Renzi si era mostrato una volta di più lungimirante nel volere questa misura. Lo dimostra il fatto che negli anni precedenti il 75% di questo fondo è stato speso in libri. La lettura è ossigeno per un cittadino consapevole, soprattutto nei suoi anni verdi. Soprattutto in un Paese come il nostro che è sempre fanalino di coda tra le grandi nazioni occidentali per gli indici di lettura.
Purtroppo ora tutto questo viene cancellato da un Governo che, dopo aver tagliato sulla pubblica istruzione, prosegue questa demolizione delle opportunità formative con questo ulteriore sfregio. Succede questo per drenare risorse solo sull’assistenzialismo fine a sé stesso, ma chi in nome del presente compromette il futuro non fa altro che creare oggi le condizioni per una miseria sempre crescente, sia economica che morale. In questo modo vanno in crisi i paesi e le democrazie che dovrebbero governarli.

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