Nuova Pescara è come il lunedì della dieta: arriva sempre domani, ma non inizia mai. E a ben leggere i presunti inviti che con cadenza regolare arrivano dalla politica di governo ad ‘affrettare’ l’attuazione della legge, in realtà contengono sempre una buona giustificazione per rallentare il processo dal quale, invece, dipende il futuro di tre città, Pescara, Spoltore e Montesilvano, che si trovano dinanzi a un bivio: spiccare il volo e assumere una dimensione metropolitana di fatti concreti, o tornare a coltivare ciascuno un orto troppo piccolo buono solo a garantire poltrone e strapuntini.
Negli ultimi mesi ho letto e riletto le carte, i verbali delle sei Commissioni intercomunali istituite come gruppi di lavoro per sezionare il progetto e portarlo avanti, ho letto i primi tre volumi enciclopedici delle procedure sin qui condotte, le relazioni prodotte da neodocenti universitari assoldati nell’esercito dei realizzatori comunali, le norme, le leggi riconfezionate. Ho letto gli atti che riguardano la fusione delle prime cinque funzioni: il catasto, la tenuta dei registri di Stato civile, la predisposizione di un sistema informativo unico in termini di software, le funzioni in materia di energia e, infine, la promozione turistica. Ho riletto le scadenze che si danno appuntamento al prossimo 31 dicembre 2025, quando le tre amministrazioni, dando prova di buona volontà, dovranno produrre l’unificazione materiale di nuovi servizi: la Polizia locale, l’urbanistica, l’edilizia scolastica e la gestione dei rifiuti.
Fin qui la teoria e l’immensa produzione cartacea che rende contenti gli eredi delle Cartiere fondate dal signor Paolo Pigna. Ma è evidente che sia mancata, sino a oggi, una effettiva vigilanza affinchè i servizi già fusi funzionassero insieme, né a due mesi dalla prossima scadenza ravviso delle progettualità congiunte. Né tantomeno dalla madre-Regione Abruzzo, che ha il ruolo di chioccia dell’intera realizzazione, c’è stato il benchè minimo controllo su quanto si stia effettivamente abbozzando per dare concretezza alla città di Nuova o Grande Pescara.
La domanda è pertinente e la sentiamo ripetere ogni giorno: ma la Nuova Pescara si fa o no?
Il primo gennaio 2027 si rivota nei tre comuni o no?
E l’ultimo, in ordine di tempo, quesito che circola: si rinvia tutto al 2029? La Regione Abruzzo si è ritirata sull’Aventino assumendo un atteggiamento attendista tra la minaccia di nomina di Commissari straordinari e, temiamo, una mano pronta a varare una nuova proroga dei termini.
La costruzione della Nuova Pescara rischia di diventare un esempio perfetto di città nata su mattoni di rinvii e di quanto la politica possa essere lenta quando invece serve coraggio e visione, che i cittadini devono pretendere da chi governa tale processo. Quello che noi faremo da qui in avanti è allora proporre temi per incoraggiare una riflessione – attraverso l’individuazione e la verifica puntuale dello stato degli atti e della comunicazione pubblica emersa- su quali siano gli elementi ancora mancanti per rendere rinvenibile il progetto di fusione della Città Nuova Pescara, affinché diventi performante e portatore di idee concrete, avvalendoci delle norme nazionali e regionali, e della migliore produzione fin qui ricevuta dal mondo della convegnistica e dell’associazionismo libero e fattuale per tratteggiare la mappa dei bisogni e delle aspettative, l’interesse e le intenzioni di sviluppo e crescita della Città Nuova Pescara.
Ciò che manca ancora è il contenuto lavorabile e comprensibile di un progetto di fusione che sappia mettere in luce i punti di forza dell’iniziativa. Produrremo un dossier che dovrà riguardare le grandi opere occorrenti e il nuovo assetto organizzativo che permetteranno alla nuova amministrazione di servire in maniera appropriata i nuovi cittadini, individuando nuove procedure decisionali e un parco di interventi da sottoporre ai Ministeri pertinenti, per un patto di coesione da stipulare con la città nuova.
A stretto giro terremo una giornata dedicata ad una riflessione di merito sul progetto di fusione assieme all’esperto Giacomo Capuzzimati, Direttore Generale della Città metropolitana di Bologna dal 2016, affinché aiuti la trasformazione organizzativa, economica ed istituzionale della città nuova di Pescara.
