Preg.mo Signor Presidente della Provincia di Pescara, Illustrissimo dott. Ottavio De Martinis,

rivolgo a Lei una riflessione sempre più insistente sulla possibilità, e soprattutto la opportunità di inaugurare su tutto il nostro territorio provinciale una nuova tradizione sociale, culturale e amministrativa di non difficile realizzazione, ma che richiede ricerca, volontà e capacità collettive.

L’intento è quello di rintracciare sul nostro territorio opere d’arte che sono già nella disponibilità del patrimonio dell’Ente o, eventualmente, che possono essere acquisite per essere collocate in spazi pubblici che restituiscano loro la visibilità e ne consentano la fruizione a un pubblico il più vasto possibile. Al tempo stesso tale operazione ci consentirebbe di dare ulteriore lustro a quegli stessi spazi pubblici del nostro patrimonio, riempiendo dei vuoti attuali.

Penso al Palazzo della Provincia di Pescara, progettato da Vincenzo Pilotti, Ente che ho avuto l’onore di governare all’incirca trent’anni fa. L’atrio della straordinaria Sala dei Marmi, la SalaTinozzi, è arricchito dalla scultura di Costantino Barbella intitolata “Il Canto d’Amore”. Nello stesso Salone ci sono i busti in bronzo di Gabriele D’Annunzio e di Francesco Paolo Michetti, tre tele allegoriche di Ugo Cerasoli che raffigurano momenti storici e artistici legati alla provincia, ossia la nascita della Provincia, l’arte nel territorio e la fortezza di Pescara nel 1700, e poi c’è la grande tela, di valore incalcolabile, de La Figlia di Iorio nell’omonima sala.

Nel Salone, però, risulta notevole l’impatto di quelle nicchie vuote, proprio al di sopra dello scranno consiliare, che rappresentano l’orizzonte del pubblico quando eventualmente presente, e che non fotografano al meglio l’eccezionale bellezza della struttura. Facile immaginare che altri simili casi siano assolutamente presenti in altre sedi istituzionali ed è da qui che origina la mia personale riflessione.

Perché non istituire un gruppo di lavoro capace di censire tutte le opere d’arte già oggi custodite all’interno dei Palazzi istituzionali a Pescara e provincia per verificare la loro migliore collocazione?

Sono certo che tale attività potrebbe potenzialmente determinare in molte circostanze un’autentica scoperta, un disvelamento di un tesoro che spesso per pura disattenzione rischia di restare relegato all’interno di uffici-archivistici, privato di quella conoscenza collettiva che l’Arte merita.

In altri casi, là dove il patrimonio degli Enti non dovesse sopperire a delle necessità, si potrebbero cercare opere d’arte eventualmente disponibili da intercettare e in tal senso la Fondazione Palazzo De Sanctis potrebbe dare il proprio contributo.

Le faccio notare come tale operazione potrebbe consentire di sviluppare sul nostro territorio, dalla costa alle aree interne, anche un nuovo segmento di visibilità nazionale, dando un impulso di eccellenza a Pescara-Provincia d’Arte, ovvero un itinerario turistico-culturale visitando Palazzi istituzionali che, oltre al valore storico architettonico che esprimono sotto il profilo culturale, possono offrire ai visitatori la conoscenza di opere straordinariamente uniche.

Certo di aver colto la Sua attenzione, auspico un riscontro che ci consenta di approfondire e dare forma e sostanza a tale proposta operativa.

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